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Abbazia e Riserva Naturale di Vallombrosa

A circa 25 km dall'agriturismo, sul versante fiorentino del Pratomagno, l'abbazia di Vallombrosa è la casa madre dei monaci vallombrosani, circondata da una foresta di abeti bianchi tutelata come riserva naturale.

A circa 25 km
Abbazia e Riserva Naturale di Vallombrosa
Abbazia e Riserva Naturale di Vallombrosa — foto dell'archivio dell'Agriturismo Il Bellini

A circa 25 km dalla struttura, sul versante fiorentino del Pratomagno, l'Abbazia di Vallombrosa sorge in mezzo a una monumentale foresta di abeti bianchi. È un luogo di silenzio e di storia, dove la vita monastica e la cura del bosco si intrecciano da quasi mille anni, e dove si viene per rigenerarsi nel verde, camminare e scoprire una ricca storia monastica.

La casa madre dei vallombrosani

L'abbazia fu fondata nella prima metà dell'XI secolo da san Giovanni Gualberto, un nobile fiorentino che scelse di ritirarsi in questa valle per vivere una vita religiosa più austera. Attorno a lui nacque la congregazione vallombrosana, una famiglia monastica che segue la regola di san Benedetto e che ebbe un ruolo importante nella riforma della Chiesa del tempo. Vallombrosa ne è ancora oggi la casa madre, abitata da una comunità di monaci.

Il complesso che si vede oggi è il risultato di ampliamenti e rifacimenti avvenuti nei secoli, fino alle forme sei-settecentesche della facciata e degli ambienti principali. La chiesa abbaziale è visitabile nel rispetto delle celebrazioni, e l'abbazia ospita anche spazi espositivi dedicati all'arte sacra, con aperture che variano nel corso dell'anno.

Una foresta coltivata dai monaci

La foresta che circonda l'abbazia è in buona parte opera dei monaci stessi, che per secoli hanno piantato e curato l'abete bianco, diffondendolo ben oltre le aree vicine al monastero e sviluppando nel tempo vere regole di selvicoltura. Non a caso san Giovanni Gualberto è venerato come patrono dei forestali. Dagli anni Settanta del Novecento il bosco è tutelato come riserva naturale statale ed è oggi gestito dai Carabinieri per la biodiversità.

La fama di Vallombrosa ha superato presto i confini della Toscana: tra Otto e Novecento la località divenne una meta di villeggiatura estiva apprezzata anche dai viaggiatori stranieri, e il suo nome compare perfino nel Paradiso perduto del poeta inglese John Milton, che paragona le schiere degli angeli caduti alle foglie autunnali che coprono i ruscelli di Vallombrosa.

Tra gli abeti si alternano faggi, castagni e altre specie, e all'interno della riserva si trovano anche arboreti storici con piante provenienti da diverse parti del mondo. Il paesaggio è fresco anche in piena estate, e d'autunno si accende dei colori delle latifoglie.

Sentieri e passeggiate

Attorno all'abbazia partono numerosi sentieri segnalati, adatti sia a brevi passeggiate nel bosco sia a escursioni più lunghe verso le parti alte del Pratomagno. Anche solo un giro attorno al monastero e lungo le strade forestali basta per respirare l'atmosfera del luogo.

Consiglio pratico: a Vallombrosa fa sensibilmente più fresco che in valle, quindi portate uno strato in più anche d'estate. Orari della chiesa, delle celebrazioni e degli spazi espositivi vanno verificati sui canali ufficiali dell'abbazia prima di partire.

Dall'Agriturismo Il Bellini la strada sale attraverso le colline e i boschi del Pratomagno: è una gita comoda da fare in mezza giornata, con il rientro in tempo per un pomeriggio in piscina o una serata tranquilla nel casale.

Consigli pratici

  • Portate una giacca leggera: in quota fa più fresco che in valle, anche d'estate.
  • Verificate orari della chiesa e degli spazi espositivi sui canali ufficiali dell'abbazia.
  • Rispettate il silenzio della comunità monastica e restate sui sentieri segnalati della riserva.
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