Ci sono feste che si guardano e feste che si vivono. La Giostra del Saracino appartiene alla seconda categoria: ad Arezzo non è uno spettacolo in costume allestito per i visitatori, ma un appuntamento che la città prepara per mesi, con prove, cene di quartiere, bandiere alle finestre e una rivalità antica che si rinnova a ogni edizione. Chi arriva dal Valdarno, magari dopo una mattina tra gli ulivi, si trova immerso in un'atmosfera che ha poco a che vedere con la rievocazione da cartolina e molto con l'identità di una comunità.
Due edizioni, due atmosfere
La Giostra si corre due volte l'anno in Piazza Grande, la piazza inclinata circondata dai palazzi medievali e dal loggiato vasariano. L'edizione di giugno si tiene di norma il penultimo sabato del mese e si svolge in notturna, con la piazza illuminata e il caldo che lascia spazio alla sera. L'edizione di settembre cade tradizionalmente la prima domenica del mese e si corre di giorno, con la luce del pomeriggio che accende le pietre della piazza. Sono due esperienze diverse: la prima ha il fascino della notte d'estate, la seconda il colore di una festa di fine stagione. Nei giorni che precedono la sfida si svolgono le prove, fra cui la prova generale, che permettono di respirare l'attesa senza la folla del giorno principale.
Il pomeriggio della Giostra si apre con il corteo storico che attraversa le vie del centro: figuranti in abiti d'epoca, sbandieratori, musici, armati e i cavalieri di ciascun quartiere. Il corteo confluisce poi in Piazza Grande, dove si compiono i rituali che precedono la sfida vera e propria, in un crescendo di tamburi e squilli di chiarine.
I quattro quartieri e il Buratto
A contendersi la vittoria sono i quattro quartieri storici della città, ciascuno con i propri colori: Porta Crucifera, in rosso e verde; Porta del Foro, in giallo e cremisi; Porta Sant'Andrea, in bianco e verde; Porta Santo Spirito, in giallo e blu. Ogni quartiere schiera le sue coppie di giostratori, che si alternano nelle carriere lungo la lizza, la pista in terra battuta che attraversa la piazza in diagonale.
Al termine della lizza attende il Buratto, un automa che raffigura il Re delle Indie. Nella mano sinistra tiene uno scudo con un tabellone suddiviso in settori a punteggio diverso, con il centro che vale di più; nella destra impugna il mazzafrusto, una sorta di flagello con tre corde che terminano con palle di cuoio. Il cavaliere, lanciato al galoppo con la lancia in resta, deve colpire il tabellone nel punto giusto: quando lo scudo viene centrato il Buratto ruota su se stesso e il mazzafrusto gira, e il giostratore deve essere abbastanza rapido da non farsi raggiungere. La rottura della lancia raddoppia il punteggio del colpo, mentre esistono penalità per chi perde la lancia o viene colpito. In caso di parità fra più quartieri si procede a carriere di spareggio, che spesso sono il momento più teso dell'intera giornata.
La lancia d'oro e il senso della festa
Il premio in palio è la lancia d'oro, consegnata al quartiere vincitore. La festa dei vincitori prosegue per le strade del centro, con la lancia portata in trionfo fino al Duomo e i canti che accompagnano il rientro nel proprio rione. Per gli aretini la Giostra non si esaurisce in quel pomeriggio: la vita dei quartieri scorre tutto l'anno, fra sedi, cene sociali e preparazione dei cavalli e dei giostratori. Assistere a un'edizione significa quindi entrare, per qualche ora, in un racconto collettivo che va molto oltre la gara.
Chi sceglie di vivere la Giostra con calma può approfittare della giornata per scoprire anche il resto di Arezzo: la Basilica di San Francesco con il ciclo della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, la Pieve di Santa Maria affacciata proprio su Piazza Grande, il Duomo in cima alla collina. Sono luoghi che meritano una visita tranquilla, magari al mattino, prima che la città si riempia per l'evento.
Come organizzarsi dal Valdarno
Arezzo si trova a circa 45 km dall'Agriturismo Il Bellini, raggiungibile in auto attraverso il Valdarno superiore. Nei giorni della Giostra il centro storico è molto frequentato e la circolazione subisce limitazioni: conviene partire con largo anticipo, lasciare l'auto in uno dei parcheggi esterni al centro e salire a piedi. I posti a sedere sulle tribune di Piazza Grande sono a pagamento e vanno prenotati per tempo attraverso i canali ufficiali; esistono anche aree in piedi, che richiedono pazienza e un arrivo anticipato.
Dopo una giornata così intensa, rientrare in campagna fra gli ulivi del Pratomagno è un modo semplice per chiudere la serata in quiete. Le date esatte di ogni edizione, il programma delle prove e le modalità di acquisto dei biglietti cambiano di anno in anno: vi consigliamo di verificarle sempre sul sito ufficiale della Giostra del Saracino e sui canali del Comune di Arezzo prima di partire.
Dalla Giostra di Arezzo alla quiete del Pratomagno
Dopo la festa in Piazza Grande, tornate in un casale del Settecento tra uliveti e lavanda. All'Agriturismo Il Bellini vi aspettano appartamenti indipendenti con ingresso privato e cucina attrezzata.